Come molti di voi sapranno, sono in
ospedale. Mi è venuta un’ulcera da decubito che non ha risposto a quattro mesi
di cure ambulatoriali e quindi sono finito di nuovo in ospedale per tre mesi.
Bene, dopo tre mesi e due operazioni,
sembra che da settimana prossima tornerò di nuovo in pista. Suppongo che il
discorso potrebbe semplicemente chiudersi qui e tutti mi perdonerebbero il
fatto di non aver aggiornato il blog o di non essermi occupato della lotta a
favore di una cura per la paralisi.
Come fai a scrivere al computer stando
sdraiato?
A dire il vero, è una cosa piuttosto semplice. Sono un po’ meno veloce e preciso, ma non è poi così difficile.
Va bene, sei in grado di scrivere, ma chi
mai lavorerebbe trovandosi in ospedale con un buco gigante nel sedere?
Io. Anche se non ho aggiornato il blog e non mi sono occupato della lotta a favore della cura per la paralisi, ho invece svolto ogni giorno il mio lavoro in ambito sindacale. Ho scritto articoli, tenuto consultazioni e incontri strategici, portato avanti trattative. Ho svolto il mio lavoro in ambito sindacale persino nei giorni in cui normalmente avrei lavorato al blog o ad altre attività a sostegno della ricerca di una cura.
Perciò, per mia stessa ammissione, direi
che non ho scusanti.
Per dirla in parole povere, essendo stufo
di sentirmi un infermo, ho deciso che se mi fossi semplicemente dedicato a fare
altro non mi sarei sentito più un infermo. Sarei rimasto in ospedale finché
l’ulcera non fosse guarita e poi ne sarei uscito vittorioso. L’ulcera è
guarita, perciò fine della storia.
Ho deciso che sarei stato come una persona
normale che lascia l’ospedale: guarita!
Bene, dato che la mia ulcera si avvicina
sempre di più alla completa guarigione, il dottore mi ha fatto sapere che posso
sedermi a letto a 90 gradi e che settimana prossima potrò usare la mia sedia a
rotelle.
"USARE LA MIA SEDIA A ROTELLE!"
Penso che questa frase abbia riattivato di
colpo la mia modalità attivista a favore di una cura per la paralisi.
Vi sembra strano?
A me sembra strano adesso, ma non quando
speravo di uscire da qui una volta guarita l’ulcera.
Ora che sono ritornato di colpo alla
realtà, potete stare certi che da parte mia mi impegnerò molto di più e, anche
se apprezzo il fatto di aver avuto tre mesi per sognare (senza combinare un bel
niente), la prossima volta che mi ricapiterà la stessa cosa datemi un bel
calcione nel sedere.
Beh, magari non nel sedere visto non lo
sentirei e l’ulcera potrebbe tornare a peggiorare. Piuttosto, prendetemi per un
braccio e ditemi di darmi una mossa per tornare al lavoro. La cura è lì che ci
aspetta, ma siamo noi che dobbiamo renderla possibile.
Volevo aggiungere altro, ma direi che è meglio che cerchi di non offendere nessuno nel mio primo articolo post-ibernazione. Volevo parlare di quelli che… l’oppio delle masse… accontentarsi della carrozzina…Vabbè, sarà per un altro giorno.
Nel frattempo ci sono molte cose da fare. Basta davvero un minuto per vedere alcune delle cose alle quali potete contribuire e aderire.
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Fare soltanto una di queste cose significa fare un passo in avanti verso una cura per milioni di persone, perciò datevi da fare e cliccate!
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Translator: Daniela Bollini
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